C'è chi la notte di Halloween intaglia zucche e chi apre una bottiglia. In Friuli, per secoli, la notte delle streghe era un'altra cosa: una questione di vendemmia. Perché qui, secondo i racconti raccolti tra Cinquecento e Seicento, il destino del vino non si decideva solo in vigna, ma in cielo e nei campi, durante battaglie che nessuno poteva vedere.
Prendi il calice, siediti comodo e lascia la scopa vicino alla poltrona. Ti raccontiamo la storia dei Benandanti.
Nati con la camicia
In Friuli non tutti potevano diventare Benandanti, i "buoni camminatori". Bisognava nascere con la camicia, cioè avvolti nella membrana del sacco amniotico.
Intorno ai vent'anni arrivava la chiamata. Di notte il corpo restava nel letto, immobile come in un sonno profondissimo, mentre lo spirito usciva e partiva. C'era chi raccontava di volare in groppa a un gallo, chi su un caprone, chi trasformato in animale.
Quattro notti l'anno, una vendemmia in palio
Quattro volte l'anno, nelle notti delle Quattro Tempora, i Benandanti si davano appuntamento nei campi per affrontare i Malandanti, gli stregoni e le streghe che arrivavano a cavallo della scopa o di grossi animali.
Le armi erano quelle dell'orto. I Benandanti combattevano con gambi di finocchio, le streghe con canne di sorgo: lo racconta un testimone già nel 1580. Ci si frustava finché una delle due parti non si arrendeva.
La posta era altissima. Se vincevano i Benandanti, l'annata sarebbe stata abbondante e il vino sano. Se vincevano le streghe, arrivavano carestia, bestiame malato e vino guasto nelle botti.
Il dopo battaglia, in cantina
Il dettaglio più gustoso riguarda quello che succedeva dopo. Finita la battaglia, le streghe ripassavano per i paesi con una gran sete. Per questo le famiglie lasciavano fuori dalla porta una ciotola d'acqua pulita.
Dove la ciotola mancava, le streghe scendevano in cantina. E nelle botti lasciavano un ricordo che nessun cantiniere vorrebbe mai trovare: ci facevano i loro bisogni. Qualche paese arrivò a svuotare barili interi, convinto che il vino fosse stato stregato.
E i Benandanti? Erano i buoni, certo. Ma la battaglia mette sete anche ai buoni, e loro il vino dei vicini se lo bevevano, senza troppi complimenti.
Come andò a finire
Per circa un secolo l'Inquisizione indagò su di loro. All'inizio li considerò eretici, poi parlò di magia innocua: nessuno di loro fu mandato al rogo. Ma il sospetto bastò a confonderli con le streghe che dicevano di combattere, e i Benandanti sparirono in silenzio dalla storia. Negli anni Sessanta lo storico Carlo Ginzburg ha ricostruito le loro vicende partendo proprio dai verbali dei processi friulani.
Per noi vincono sempre i Benandanti
Oggi in Friuli le battaglie notturne sono finite, ma le vigne sono rimaste. E per scegliere il vino giusto non serve la sfera di cristallo: i vini friulani che trovi in piattaforma li abbiamo selezionati noi, per te, uno per uno.
Il Vino dei Ladri, Cabernet Sauvignon 2020 di Casa delle Rose. Un rosso di piccola produzione, cresciuto sui suoli di ponca della famiglia Bernot. Il nome è perfetto per una notte in cui perfino i Benandanti si servivano dalle botti dei vicini.
Il Roncat Rosso 2021 e Pignolo Monte dei Carpini 2020 di Giovanni Dri – Il Roncat. Da Ramandolo di Nimis, sui Colli Orientali, due rossi che raccontano il Friuli più autentico.
Leopold Merlot 2019 di Fiegl. Da Oslavia, dove la famiglia coltiva la vite almeno dal 1782: vigne di circa sessant'anni, rese bassissime e un affinamento lungo, quasi meditativo.
In piattaforma trovi anche lo Schioppettino di Prepotto di Ca' Lovisotto e i vini di Meroi a Buttrio. Tutti en primeur, al prezzo di rilascio, da mettere in cantina e lasciar crescere.
Noi abbiamo scelto da che parte stare: per noi vincono sempre i Benandanti. Le botti restano piene, il vino resta buono e la ciotola d'acqua fuori dalla porta la lasciamo comunque, non si sa mai.
Buon HalloWINE! Volate con prudenza!
Immagine creata con AI