Meroi: poesia liquida nel cuore del Friuli

da Alessandra Tugnolo | 14-08-2026

La storia di Meroi è un inno d’amore alla terra friulana, dove da oltre un secolo una famiglia intreccia il sussurro delle viti alla calore di una trattoria, trasformando Buttrio in un sogno enologico, una destinazione che cattura l’anima del viaggiatore del vino. Camminare tra le loro vigne, tra filari che raccontano storie di sole e ponca, e poi sedersi alla Trattoria Al Parco significa immergersi in un abbraccio temporale: la memoria contadina degli anni ’20 che si fonde con il Friuli odierno, culla di grandi bianchi eterei e rossi profondi, dove ogni sorso è un verso d’amore per il terroir.​

Il cognome Meroi affonda le radici a Buttrio dal XV secolo, quando questo borgo ai piedi dei Colli Orientali era un crocevia di anime e commerci, tra Udine e Cividale. Nel 1920, Domenico Meroi dà vita all’azienda vitivinicola di famiglia.

Oltre alle viti, Domenico anima un’osteria nel cuore di Buttrio, precursore della Trattoria Al Parco: un rifugio dove la cucina friulana si sposa con i vini di casa, creando sinfonie enogastronomiche celebrate dalle guide e dai palati erranti.

Qui, il vino non è solo bevanda, ma poesia liquida che lega generazioni.​

Le generazioni successive proseguono il percorso affinando la visione, passando da produzioni miste a un’ossessione per l’eccellenza enologica, guidata oggi da Paolo Meroi.​

Paolo, erede del bisnonno Domenico, veglia su pochi ettari eletti tra Buttrio e Rosazzo, con rese volutamente ridottissime. La produzione, limitata a poche decine di migliaia di bottiglie, celebra la longevità e l’anima territoriale dei vini, in un dialogo romantico con la cucina della trattoria – un eterno ritorno al cuore della terra.​

Tra i grandi e rari gioielli di Meroi brillano il Calvari, Refosco dal Peduncolo Rosso di profondità abissale, estratto come un segreto secolare dalla ponca; il Merlot Vigna Dominin, opulento e vellutato, che avvolge il palato in un abbraccio maturo; e le Zitelle, bianchi puri e minerali, che evocano la freschezza del territorio friulano.​

Buttrio, primo baluardo dei Colli Orientali, è un quadro romantico di colline morbide, boschi incantati e filari che danzano al ritmo del vento. Da secoli attira Longobardi, conti e monaci, oggi peregrini del vino attratti dalla ponca – quel flysch di marne e arenarie che, tra Adriatico e Prealpi, genera microclimi perfetti per bianchi di seta e rossi davvero struggenti.​